Archbp. Betori and Msgr. Perl: very different interpretations

I have to put this up in Italian for now, because I am simply stunned.

The intrepid Andrea Tornielli is all over this one.

There are some serious problems in Italy concerning respect for and implementation of the provisions of Summorum Pontificum.  At the conference I attended recently in Rome, Msgr. Perl, Vice-President of the Pontifical Commission Ecclesia Dei spoke to some of the problems encountered.  Now the Secretary of the Italian Bishops Conference and new Archbishop of Florence (within which borders is the mother-ship of the ICK at Gricigliano), is saying that there are no problems in Italy except those which come from small groups… in other words there is no bishop who is not perfectly on board.

Right.

Betori said there is, on the part of bishops, "a total adhesion to the will of the Pope" and that there are "no problems" in the application of the Motu Proprio except for complaints from small groups.

Msgr. Perl said at the conference: "In Italy the majority of bishops, with a few admirable exceptions, have placed obstacles to the application of the Motu Proprio."

Tornielli suggest that there are exagerations on both sides.

He concludes that bishops would do well to make what Betori said a reality.  Amen.

BetoriokHo visto quanti commenti ha scatenato una frase pronunciata ieri dal Segretario uscente della Cei, monsignor Giuseppe Betori, neo-arcivescovo di Firenze. Rispondendo alla domanda di un giornalista, Betori ha dichiarato che il motu proprio che liberalizza la messa antica ha registrato una “totalità di adesioni alla volontà del Papa”. “Posso confermare che non risultano problemi nella sua applicazione, tolti sparuti momenti di difficoltà da parte di qualche piccolo gruppo. Nelle diocesi si vanno scegliendo le soluzioni più adeguate alla realtà locale”. “Di fatto – ha concluso Betori – si può dire che non risultano lamentele da parte dei fedeli e si registra un clima molto sereno nel Paese attorno a questa realtà”. Le parole di monsignor Perl, vicepresidente della commissione Ecclesia Dei, alcuni giorni fa erano state di tutt’altro segno: “In Italia – aveva detto – la maggioranza dei vescovi, con poche ammirevoli eccezioni, ha posto ostacoli all’applicazione del motu proprio”. Prendo nettamente le distanze da certi commenti ironici su monsignor Betori, persona che stimo molto. Credo, in tutta sincerità, che vi possa essere un pizzico di esagerazione e qualche eccesso di ottimismo nelle parole del Segretario della Cei, altrettanta esagerazione e un eccesso di pessimismo nelle parole del vicepredisente di Ecclesia Dei. Quanto a Perl: non credo si possa assolutamente affermare che la “maggioranza dei vescovi” ha posto ostacoli, perché i tradizionalisti non ci sono in ogni diocesi. Se per “ostacolo” s’intende anche disposizioni applicative del motu proprio, che di fatto riportano sotto la competenza del vescovo le direttive papali, allora questo però può essere vero (è accaduto in più di una diocesi).  Quanto a Betori, è piuttosto evidente che ha inteso correggere – da Segretario della Cei, uscente ma ancora Segretario – l’immagine di un episcopato riottoso e disubbidiente al Papa che è pure Primate d’Italia e ha con la Conferenza episcopale nel nostro Paese un legame specialissimo. Credo che Betori stesso, il quale ha assistito alla discussione interna al Consiglio permanente della Cei lo scorso autunno, sia cosciente che esistono dei problemi e che questi problemi non possono essere soltanto e sempre attribuiti all’atteggiamento di “gruppi” tradizionalisti (i quali però hanno le loro responsabilità: ricordate le parole del cardinale Castrillòn, quando ha denunciato che sono “insaziabili” e vivono il motu proprio come una vittoria, una rivincita, una riscossa, una restaurazione?). [In other words, they strut - which causes problems for their own causes.]  C’è un problema di “ricezione” da parte di alcuni vescovi, che non essendo d’accordo con la decisione papale hanno cercato in qualche modo di minimizzarla e depotenziarla. Non occorre che vi faccia esempi in proposito perché ne conoscete. Vi confermo invece che la percezione di Benedetto XVI sulla recezione del motu proprio è sostanzialmente positiva – si aspettava reazioni contrarie molto maggiori – e credo che la via giusta sia quella di proseguire nel dialogo. I gruppi legati all’antica liturgia, che pure possono appellarsi a Roma (e si spera che Ecclesia Dei, al momento della promulgazione dell’attesa istruzione sul motu proprio riceva poteri adeguati per intervenire a nome del Papa), dovrebbero cercare il più possibile di coinvolgere i vescovi. Questi ultimi, che in qualche caso documentato negli anni passati si erano persino rifiutati di ricevere i tradizionalisti – mostrando un disprezzo che non fa onore a chi è investito del ministero episcopale e magari dialoga costantemente con non credenti, cristiani di altre confessioni, esponenti di altre religioni – dovrebbero cercare di dimostrare che Betori ha ragione e ha fotografato la reale situazione italiana, accogliendo i fedeli rimasti legati all’antico rito e facendo tesoro delle parole che Benedetto XVI ha scritto loro e ha ripetuto nel recente viaggio in Francia.

FacebookEmailPinterestGoogle GmailShare/Bookmark

About Fr. John Zuhlsdorf

Fr. Z is the guy who runs this blog. o{]:¬)
This entry was posted in SESSIUNCULA. Bookmark the permalink.

2 Responses to Archbp. Betori and Msgr. Perl: very different interpretations

  1. EDG says:

    “si aspettava reazioni contrarie molto maggiori”

    Actually, looking at it more calmly, I realize that I also had expected greater reaction on the part of the bishops. Of course, I think one of the ways they are dealing with it, at least in the US, is by not reacting at all, just hoping the initial clamor will die away quietly if they drag their heels long enough. They see compliance as something voluntary and they still see the old Mass as something they control and hence can decide to do – or not. Perhaps there will be some instruction coming out that nudges them along, in Europe as well as the US.

    A little off topic but an interesting European note: There has been a traditional mass in Sevilla, Spain since prior to the Motu Proprio (it was an indult mass), but with the MP, attendance has gone up and it has become both more frequently celebrated and more “legitimate” in the eyes of Spaniards, even though the bishop of Sevilla is not favorable to it. A young priest has been celebrating it for the last year. And this fall, three young men who started regularly attending are going off to seminary! Of course, they’re having to go to a seminary in a different diocese, but that’s another story.

  2. dcs says:

    Msgr. Perl hardly seems like someone who would exaggerate about this matter.