An APCOM story has Card. Ricard of Bordeaux saying that Summorum Pontificum produces "neither winners nor losers".
Sound familiar?
Other highlights of the interview with Card. Ricard in the French weekly Famille Chretienne. With my interlinear comments.
1. The Pope knew that some people would worry about this.
And he did it anyway. Let us remember that in ancient times, the doctor didn’t stop cutting just because the patient was screaming and begging him to stop. This is for our own good.
2. Not all priests are adequately prepared for this. They lack formation.
Priests are smart. We can learn. I will teach any priest how to say the older Mass and help him with Latin. This is not astrophysics.
3. Books are lacking.
Print new ones? We have the resources of entire conferences of bishops to back this initiative if the spirit of this MP is embraced.
4. Priests will have to prepare two homilies.
How ‘bout… make ‘em a little shorter?
5. The Cardinal is worried that people in general and priests won’t understand why this was done.
Hmmm… tough one. If only someone in a position of authority could speak to people from, say, a pulpit, publish bulletins and articles, speak with the media, hold conferencs and classes. Hmmm… who could do such a thing.
6. The Pope’s motive was reconciliation.
I hope that means also that the opponents of the MP are now reconciled to the idea that it is reality. Seriously, this is not just a matter of arguing and proposing laws. This is a matter of opening hearts. We must work now to open hearts on all sides. This is everyone’s job.
7. The Cardinal is not worried about the authority of bishops being diminished.
I think we all know that this was the real problem in most cases of opposition.
8. Parish priests will bear the brunt of the new work this creates.
What’s new? I hope and pray that lay people will not put their priests in impossible situations. That they will treat the priests well and keep the kvetching to a minimum.
9. This document will create difficulites for the followers of the SSPX
Nothing new there. But the door is open. People of good will will step to the threshold.
CARD.RICARD: MESSA LATINO,TEMO INCOMPRENSIONI SU MOTIVAZIONI
Il presidente dei vescovi francesi: "Né vincitori né perdenti"
Roma, 7 lug. (Apcom) – Dopo la pubblicazione di un Motu proprio che liberalizza la messa in latino, in una intervista concessa a l’agenzia stampa francese ‘I.Media’ e al settimanale francese ‘Famille Chretienne’, il cardinale Jean-Pierre Ricard, presidente della Conferenza episcopale francese, confida la sua "paura che le motivazioni reali del Papa non siano molto comprese", ed esprime le sue inquietudini quanto all’applicazione "pratica" del Motu Proprio. Il porporato afferma però che questo documento pontificio non fa "né vincitori né perdenti".
Il cardianal Ricard ammette che "sul piano pratico" ci potranno essere delle difficoltà nell’applicazione del Motu proprio. "Oggi molti sacerdoti sono spesso sovraccarichi di lavoro", afferma. "Molti di loro non hanno ricevuto la formazione adatta per celebrare secondo l’antico rito. Non sempre hanno i libri liturgici antichi. Senza contare che, poiché le letture non sono le stesse nei due messali, dovranno preparare due omelie".
"Dovremo inoltre gestire le reazioni dell’opinione pubblica in generale e quella dei sacerdoti in particolare", aggiunge il presidente dei vescovi francesi a ‘I.Media’ e ‘Famille chretienne’. "Ho anche paura che le motivazioni reali del Papa non siano ben comprese".
Il cardinal Ricard, che in passato non ha mancato di esprimere le preoccupazioni dei vescovi francesi sull’apertura di Benedetto XVI ai tradizionalisti, spiega così le intenzioni papali: "Il punto che mi tocca di più è la volontà di riconciliazione espressa da Benedetto XVI". Per il porporato "è la preoccupazione fondamentale del Papa. E’ importante che si riconcilino i fedeli cattolici affezionati a posizioni diverse, gli uni alla riforma del Concilio, gli altri alla forma antica del rito romano. Più che alla tolleranza, il Papa fa appello alla comprensione e all’accettazione reciproca degli uni e degli altri. Ha detto ad ognuno che deve fare una parte del cammino. Nella decisione del Papa non ci sono né vincitori né perdenti".
Quanto al ruolo dei vescovi, Ricard afferma: "Non ho alcuna inquietudine quanto alla diminuzione della mia responsabilità per quanto riguarda l’applicazione del Motu proprio". Secondo l’arcivescovo di Bordeaux, peraltro, "toccherà al sacerdote decidere nel caso in cui un gruppo di sensibilità tradizionalista si manifesti nella sua parrocchia. Ma dato il gran carico di lavoro che pesa sulle spalle di molti di loro, penso che sarà più facile trovare soluzioni a livello di diocesi".
Il cardinal Ricard esprime, infine, la sua opinione sui lefebvriani. Il Motu proprio è rivolto a loro? "Non è detto esplicitamente in nessuna parte del testo", risponde il porporato. "Ma in modo più generale, Benedetto XVI pensa anche alla Fraternità san Pio X. Ce l’ha detto a voce (nella riunione con alcuni vescovi che si è svolta in vaticano la settimana scorsa, ndr.). Ma a mio avviso questo Motu proprio creerà loro difficoltà, in particolar modo per tutto ciò che riguarda l’autorità della riforma liturgica che i preti e i fedeli di questa fraternità rifiutano di riconoscere".