“Not so fast!”, says the damned soul. “Amoris laetitia says,…”.

So this morning my phone goes “ding”.  “What fresh hell is this!?”, quoth I, reaching.

Indeed, it was “fresh hell”!

At Messa in Latina wag has posted a bit of Dantesque parody about an adulterous soul in Hell.

A soul has descended to the Inferno and goes before long-tailed Minos, who is the “sorting hat” of Hell.   Minos discerns the sins of the soul and then wraps his tail about himself as many times as the number of the circle to which the soul must be consigned for eternity.   There’s an image of Minos in Michaelangelo’s Last Judgment.

For you conoscitori del Poeta, you will find this to be a serious stitch.  I don’t have time this morning to translate it for you.

The essence is that just as Minos is about to assign the adulterous soul to its circle in Hell, the soul quotes Amoris laetitia and, channeling his inner Francis, calls Minos a “pharisee”.  “Each case has to be judged individually and in my case I’m not guilty… Who are you to judge? So, see’ya later, alligator!”

Dante introduces the scene to his 21st century readers.  He has reworked Hell a little to make it more merciful:

Illustrissimi homini dello XXI secolo, vi scrivo dallo beato regno in cui mi trovo, dacché Amoris laetitia aprimmi gli occhi, e compresi che troppo esagerai gittando nell’inferno sì tanti peccatori. Io credea allora nella famigerata morale oggettiva. Imperciocché decisi di metter mano al mio farisaico poema e di offrirne più misericordiosa versione. Istatemi bene.

Dante

Stavvi Minos e orribilmente ringhia:  [Inf 5.4]
essamina le colpe ne l’intrata;
giudica e manda secondo ch’avvinghia.

Dico che quando l’anima mal nata
li vien dinanzi, tutta si confessa;
e quel conoscitor de le peccata

vede qual loco d’inferno è da essa;
cignesi con la coda tante volte
quantunque gradi vuol che giù sia messa.

[…]

Ma a’tempi di Francesco giù discese
un peccator che pure andava in chiesa,
ma l’altrui moglie quale sposa prese.

E quando Mínos già la coda tesa
pronta avea per indicar quel loco
d’aspra vendetta per indegna presa,

l’adulter spirto “Aspetta un poco”
dicea a Minosse tanto sbalordito
“a ricacciarmi in quell’eterno foco”.

D’Amoris laetitia segnò di pronto dito,
all’incredul demon quella frasetta
che innocente fea ogni pervertito:

“demonio, o fariseo, tu mi da’ retta!
Che se consorte altrui ho tolta
nessuna pena in ver ora mi spetta!

Tu dei saper che a volta in volta,
caso e caso vedere è necessario,
per una situazion mia colpa è tolta.

E la moral diventa un mondo vario,
ognuno fa quel che giusto gli pare,
su senso di peccato ormai calò il sipario.

Ah ah, chi se’ Minós per giudicare?
Non rotear tua maledetta coda!
Or ti saluto, devo proprio andare!”

Quando i dannati udiron nuova moda
allora lacrimaron di gran fotta
che ai tempi lor morale non si froda.

“Ah di fortuna ebber gran botta
color che vissero in quegli anni,
ove empietà a misericordia è ricondotta!”

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3 Responses to “Not so fast!”, says the damned soul. “Amoris laetitia says,…”.

  1. dbonneville says:

    I will have to pardon Google Translate’s French, when converting from Italian to English, in the second to last paragraph O_o: https://prnt.sc/itvhh1

  2. Pingback: VVEDNESDAY EDITION – Big Pulpit

  3. pianofab says:

    Grazie per questo breve excursus ai tempi del liceo!

    [Di nulla.]