Rodari interviews Vian on what he is up to with L’Osservatore Romano

It has been hard to explain why in the page of L’Osservatore Romano we have seen sch poor judgment about the case of Notre Dame and Pres. Obama.

Notre Dame chose to bestow an honor on the most pro-abortion President the USA has ever seen.  You honor those whose positions and actions you believe are laudable.

Now we get another piece of the puzzle.  Paolo Rodari interviewed the new editor of L’Osservatore Romano, Giovanni Maria Vian, who otherwise is doing a pretty good job at the helm.

Here is an account from CNA with my emphases and comments.

Editor of Vatican newspaper says ‘Obama is not pro-abortion’

Rome, Italy, May 20, 2009 / 06:24 pm (CNA).- The Editor-in-chief of the Vatican newspaper, L’Osservatore Romano explained today to Paulo Rodari, a Vatican analyst for the daily “Il Riformista,” that President Barack Obama’s speech to graduates of Notre Dame was very respectful and that he “is not a pro-abortion president.”  [Excuse me, but… he really is.  This is what happens when Europeans start commenting on the American scene, I’m afraid.]

In the interview with Rodari, Editor-in-chief Gian Maria Vian discussed his thoughts on President Obama at the University of Notre Dame. “Obama has not upset the world,” he said. “His speech at Notre Dame has been respectful toward every position. He tried to engage the debate stepping out from every ideological position and outside every ‘confrontational mentality.’ To this extent his speech is to be appreciated.”  [To this extent his speech was utterly meaningless.  The words were empty.  Pres. Obama has no intention of "finding the common ground" which he spoke of.  He is a pro-abortion activist.]

Vian continued, “Let me be clear, L’Osservatore stands where the American bishops are: we consider abortion a disaster. We must promote, always and at every level a ‘culture of life’.”  [Ummm… where the American bishops are… as determined by what?  By statements of the conference… which are fine, I guess, but which have little authority to bind anyone?  And what about the large number of bishops who rejected what happened at Notre Dame.  Does L’Osservatore stand against them?]

“What I want to stress is that yesterday, on this precise and very delicate issue, the President said that the approval of the new law on abortion is not a priority of his administration. [uh huh… let’s see what name comes up for the Supreme Court.  Let’s see what the aftermath of his treatment of the Mexico policy will be.] The fact that he said that is very reassuring to me. It also underlines my own clear belief: Obama is not a pro-abortion president,” he told Rodari.  [Utterly in the dark.]

Continuing the interview, Rodari stressed that L’ Osservatore Romano ran two different stories on the same issue, one positive about Obama’s speech at Notre Dame, the other extremely critical about his embryonic stem cell research position which quoted the concerns of the USCCB.

Vian answered: “This is our policy, the way we inform. If a national bishops’ conference says something, we report it.” However, she [ummm… he, actually…] continued, it is “appropriate to present other perspectives” to the readers so they can accurately judge "international information.”  [In this case, col garbo dovuto Sig. Vian, you are misleading the readers of L’Osservatore Romano.]

According to Rodari, "the words of Vian are important. Because they speak about a confrontation between Obama and the Catholic Church which for now seems to be limited mainly among part of the American episcopate. [So… someone over there has bought into the Catholic-lite position.  Opposition to Notre Dame and to Pres. Obama on abortion (at least) is limited to a fringe group.  I wonder how that group of bishops feel about being tossed under the 64 bus.] A confrontation that the Holy See neither approves nor disapproves. Simply observes."

Get that?

the Holy See neither approves nor disapproves. Simply observes.

I still think that behind all of this is the Secretariat of State in preparation for Pres. Obama’s visit.

From Rodari in Italian, in Il riformista:

Un mese fa l’Osservatore Romano aveva stupito i più promovendo in qualche modo il nuovo inquilino della Casa Bianca: «I primi cento giorni che non hanno sconvolto il mondo», [blech]  scriveva il giornale vaticano riferendosi ai primi tre mesi di mandato ricoperti a Washington da Barack Obama, tre mesi che, appunto, non avrebbero sconvolto il mondo come positivamente o negativamente in molti si sarebbero aspettati.
E ieri, ventiquattro ore dopo l’arrivo, contestatissimo da alcuni vescovi, [more than "alcuni" I would say!] semplici fedeli e ambienti pro life, del presidente americano nel più prestigioso degli atenei cattolici degli Stati Uniti, la Notre Dame University, per tenere un discorso in occasione del conferimento della laurea honoris causa in legge, è il direttore dell’Osservatore Gian Maria Vian a stupire ancora confermando al Riformista che, «in effetti, il mondo non è sconvolto da Obama, anzi». «Direi – spiega Vian – che il discorso di Obama alla Notre Dame sia stato rispettoso delle diverse posizioni. Ha cercato di spostare il dibattito fuori da punti di vista ideologici e fuori da ogni logica di scontro. In questo senso il suo è stato un discorso da apprezzare». E ancora: «Quello di Obama è uno sforzo volto verso tutti, qualsiasi credo o convinzione si abbia, a venirsi incontro. E cercare di venirsi incontro su un terreno delicatissimo come è quello dell’aborto è un qualcosa che va valorizzato. [He didn’t understand at all what happened there.] Beninteso: l’Osservatore è sulla stessa posizione dei vescovi americani che considerano l’aborto come un disastro. È sempre necessario e decisivo, infatti, promuovere una cultura della vita a ogni livello. Ciò che voglio sottolineare è semplicemente il fatto che ieri, proprio su questo punto molto delicato, il presidente americano abbia ridetto come il varo della nuova legge sull’aborto non sia una priorità della sua amministrazione. [Uh huh…] E il fatto che l’abbia detto mi conforta molto. Mi conforta anche in un mio chiaro convincimento: Obama non è un presidente abortista».
A onor del vero, nell’edizione odierna dell’Osservatore, accanto a una cronaca abbastanza asciutta della giornata di domenica alla Notre Dame University, il giornale vaticano riporta anche le critiche della conferenza episcopale americana proprio a Obama, reo di usare per la prima volta le tasse dei contribuenti «per uccidere essere umani in stato embrionale per ricavarne cellule staminali». Insomma, da una parte si conferma un giudizio non negativo su Obama nonostante contro di lui e le sue posizioni sulla vita si siano schierati diversi vescovi americani, dall’altra si riportano alcune critiche proprio dei vescovi americani allo stesso Obama. A che gioco giochiamo? «È la nostra linea – dice Vian -. O meglio, è il nostro modo d’informare. Se una conferenza episcopale si esprime noi riportiamo naturalmente quanto dice. Ma da parte nostra riteniamo anche che sia opportuno fornire altri elementi di giudizio relativi all’informazione internazionale».
Le parole di Vian sono importanti. Perché dicono di uno scontro tra Obama e la Chiesa cattolica che sembra per il momento circoscritto principalmente a una parte dell’episcopato americano. Uno scontro che la Santa Sede né approva né disapprova. Semplicemente osserva. [Eh … mo?]  In Vaticano, insomma, sembra si sia ancora fermi a quel «wait and see» («aspettiamo e vediamo») che lo stesso Osservatore diceva essere la posizione più giusta da tenere quando Obama venne eletto.
Ancora «wait and see», dunque, oltre Tevere: nonostante le parole che diversi vescovi americani abbiano riservato al rettore della Notre Dame John Jenkins reo d’aver invitato il «pro choice» Obama nell’università dei cattolici, siano state tutt’altro che attendiste. Per molti Jenkins doveva fare un passo indietro: glielo chiedevano i «veri cattolici», quelli che su certe cose non negoziano mai.
L’«aspettiamo e vediamo» vaticano, comunque, potrebbe avere anche una motivazione pratica[Here it is…] È, infatti, in vista del G8 di luglio che le diplomazie vaticana e americana stanno lavorando per organizzare un incontro tra Obama e Benedetto XVI. [" The Vatican’s "wait and see", then, could have also a practical motive.  It is, in fact, in view of the G8 in July that the Vatican and American diplomats are working to organize a meeting between Obama and Benedict".]  E sembra oltre Tevere si voglia aspettare il primo faccia a faccia tra i due prima d’esprimere ogni giudizio. A meno che i promotori della teoria del “no limits” al diritto di aborto, non abbiano la meglio. A meno che, insomma, Obama non li segua approvando un “Freedom of Choice Act” che cancelli l’attuale legislazione sul diritto di aborto. In questo caso la Santa Sede difficilmente potrà aspettare il faccia a faccia Obama-Ratzinger.

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About Fr. John Zuhlsdorf

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