Benedict at the Popes’ old digs

The Holy Father, Pope Benedict XVI, went back to his old house today, the Quirinal Palace.

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Benedict at the Popes’ old digs
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About Fr. John Zuhlsdorf

Fr. Z is the guy who runs this blog. o{]:¬)
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14 Responses to Benedict at the Popes’ old digs

  1. Where does Fr. Z get his information from ? Was it an official visit ? I don’t take the Italian newspapers, so I’ve not read the news. And I’ve searched high and low through Italian journalists’ blogs. Nothing there.

    Pope Benedict XVI paid an official visit to the Quirinale shortly after his election, didn’t he ?
    And I know John Paul II has visited more than once. Pius XII was the first to visit, in, I think, 1939.

  2. Anthony says:

    His Holiness should’ve brought all his furniture back with him.

  3. Sorry.
    I forgot to say I couldn’t get the CTV link to play, so I don’t know what it said.

  4. Dr. Wright: How about the website of the Holy See?

    How about Corriere della Sera?

    How about La Stampa? La Repubblica? RepubblicaTV? Il Messaggero? Il Giornale? QuotidianoRadio Vaticana? SkyANSA?

    L’Osservatore Romano:

    Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano accoglie Benedetto XVI in visita al Quirinale

    Una responsabilità comune tra Stato e Chiesa



    di Francesco M. Valiante

    Al Quirinale il Papa si sente nella “simbolica casa di tutti gli italiani”. Dal luogo che – dopo essere stato per quasi tre secoli dimora dei Pontefici – finì per diventare “segno di contraddizione” tra la Chiesa e il nascente Stato unitario, Benedetto XVI vede oggi un Tevere meno largo. E due colli, il Vaticano e il Quirinale appunto, che non “si ignorano o si fronteggiano astiosamente”. Ma “convivono pacificamente e collaborano fruttuosamente” al servizio della persona umana e della convivenza sociale. Come conferma Giorgio Napolitano parlando di “un rapporto di reciproco rispetto e di feconda collaborazione”. Che, precisa, “non offusca in alcun modo la distinzione tra il politico e il religioso”.

    La visita del Papa al Presidente della Repubblica Italiana, nel giorno di san Francesco d’Assisi, ricambia quella analoga svoltasi in Vaticano il 20 novembre 2006. Ma non è certo un atto di mera cortesia istituzionale. La sobrietà del protocollo, l’accento posto sulla collaborazione e sul dialogo, la cordialità non formale dei gesti danno all’incontro “un valore ben più profondo e simbolico”, come sottolinea lo stesso Benedetto XVI. Perché – gli fa eco Napolitano – mostra che la “piena aderenza ai valori della Costituzione” italiana che caratterizza l’attività istituzionale non esclude, anzi implica una “naturale sintonia” con il magistero della Chiesa. Attento, in particolare, alle situazioni di ingiustizia e di diseguaglianza sociale, al continuo riesplodere di focolai di guerra e di sofferenza, alla dignità umana calpestata “in tutte le sue forme e in tutti i luoghi”, alla mancanza di solidarietà che – soprattutto su questioni delicate e complesse come quella degli immigrati – non può non chiamare in causa anche “le responsabilità e le scelte dei governi”.

    La “sintonia” tra Ratzinger e Napolitano è evidente, sostanziale. E si coglie soprattutto sul tema dell’emergenza educativa. “Impresa” che permette di “costruire una società solidale realmente animata dal senso della legalità”, la definisce il primo. “Nostra comune responsabilità” per riparare ai “guasti di una corrosiva caduta dell’etica nell’economia e nella politica”, assicura il secondo. Ma i punti di contatto sono diversi e spaziano dai giovani al mondo del lavoro, dalla famiglia agli anziani, dalla povertà all’emarginazione, fino all’accoglienza degli immigrati. Papa Benedetto affida al Presidente la sua particolare sollecitudine per la tutela della libertà religiosa, che consente ai credenti “di fare la loro parte nella costruzione dell’ordine sociale”. Napolitano ricorda con toni preoccupati l’allarme razzismo e ribadisce che “nulla può giustificare il disprezzo e la discriminazione”.

    Nessuna confusione o contrapposizione di piani nelle loro parole. La laicità è acquisita. Il Pontefice rassicura espressamente chi teme “una prevaricazione ai danni della libertà da parte della Chiesa e dei suoi membri”. All’Italia – “permeata storicamente del retaggio ideale e della presenza viva del cristianesimo”, riconosce lo stesso Capo dello Stato – non può far paura una comunità che ha come unico scopo quello di “servire l’uomo”. E chiede perciò soltanto che il suo apporto “venga da tutti accolto con lo stesso spirito di disponibilità con il quale viene offerto”. Anche perché – ricorda Napolitano – “il senso della laicità dello Stato, quale si coglie anche nel dettato della Costituzione, abbraccia il riconoscimento della dimensione sociale e pubblica del fatto religioso”. E come tale implica “non solo rispetto della ricerca che muove l’universo dei credenti e ciascuno di essi, ma dialogo”. Un dialogo, avverte il Presidente, fondato sull'”esercizio non dogmatico della ragione” e sulla sua “naturale attitudine a interrogarsi e ad aprirsi”. Che è esattamente la logica e il filo conduttore del pontificato ratzingeriano.

    (©L’Osservatore Romano – 5 ottobre 2008)

    These are just a few places anyone can check at any time.

  5. Gio says:

    Of all the ministers, only Silvio Berlusconi kissed the Pope’s ring.

  6. LoyalSon says:

    Father,

    What kind of soldiers are the ones on horseback in the last video,
    escorting the roman Pontiff?

    Thanks!

  7. Thomas says:

    I don’t know why it should strike me now, but it does: what a blessing modern media CAN be. Think of the centuries upon centuries when the overwhelming majority of the faithful never saw a pope, never knew what he looked like, never knew what he sounded like. And yet, they remained faithful to him and loved him. For us, our love and devotion can be greatly deepened by knowing our popes in a more personal way.

    That being said, this “shrinking” of our world can also lead to a loss of wonder and awe. I’m reminded of a great little scene from BRAVEHEART where William Wallace and his soon-to-be wife are sitting atop a vast rocky landscape – a stunning panorama itself. And Wallace tells her he learned Latin in Rome. Instantly you see the excitement in her at the mere mention of the name Rome and she says, “You’ve been to Rome? What’s it like?” That jumping of the heart at the sound of the name and the long-traveling pilgrim’s first glimpse upon arriving in the Eternal City is something that, though not entirely lost, is significantly dulled by modern communication and high-speed travel.

    Sorry, I know that was a lot to take from a rather mundane papal video.

  8. Gio says:

    LoyalSon,

    They are the Corazzieri, a special unit of the Carabinieri tasked with protecting the Italian President. They are a sort of the Italian President’s equivalent to the Pope’s Swiss Guards.

  9. Terth says:

    Father – for what it’s worth, the video player used for the videos in this posting DO NOT automatically play and retain their ability to stop & pause, unlike those referenced in the discussion on your “new layout” posting of the other day. God bless you, Father!

  10. Many thanks, Father.
    In fact, I got the link working. It was an official visit, then.
    As to all the subsequent information you have posted, I can only say “mille grazie”. And that’s a very interesting article by Frederico Valiante in L’Osservatore Romano. (I’ve not read the weekly edition yet.)
    God bless Fr. Z and his wonderful blog.

  11. MMcThomas says:

    I wish I understood Italian. Reading the comments helped a bit, especially to figure out who one of the others was (the Italian president) !

  12. MMcThomas,
    I wish I had reliable access to the internet. I am feeling rather marooned right now. And Fr. Z has provided a mine of information on the Pope’s state visit to the President of Italy. You can’t read Italian ? Well, sorry to hear that, of course. I’m away from the TV and foreign newspapers here, and I can’t get a decent internet connection to read the Italian. It’s like being stranded on a desert island. We’ve all got problems !

  13. Fr. Aidan Logan, O.C.s.o. says:

    Did anyone else notice that the Holy Father has on an antique stole? Did it perhaps belong to Bl. Pio IX, the last pope to reside at the Quirinal? Continuity!

  14. David Kubiak says:

    Why is it that the Pope never seems to bless people with the sign of the cross anymore when he passes through a crowd? He just looks like he is waving; I recall the same was true of his predecessor. Contrast Pius XII tracing precise crosses in the air as he moved.