I don’t have time to translate this. Maybe one of you will to the honors.
The upshot is that there is a new opportunity for people to attend Masses in the older form of the Ambrosian Rite, one of the Latin Rites.
There has been a lot of controversy about use of the older Ambrosian Rite. The head of the Ambrosian Church (so-called after St. Ambrose of Milan) is the Cardinal Archbishop of Milan, Cardinal Tettamanzi. Some officials in Milan have claimed that Summorum Pontificum applies only to the Roman Rite and not the Ambrosian Rite.
Card. Castrillon of the PCED doesn’t agree. Summorum Pontificum seems to apply to all the older Latin Rites which were/are in effect.
I think we can wager that the upcoming clarificatory document will say something about this.
In any event, many thanks to the very good work of the intrepid Andrea Tornielli for this.
Come preannunciato lo scorso agosto, inizia ad essere celebrata stabilmente una nuova messa in rito ambrosiano antico nell’arcidiocesi di Milano. Domani, sabato 18 Ottobre, alle ore 17.30, nella chiesa di S. Ambrogio, in via S. Ambrogio a Legnano (zona pastorale IV), si celebrerà la messa cantata in rito ambrosiano antico. Il cardinale Dionigi Tettamanzi, capo rito, ha accolto la richiesta di un gruppo di fedeli animati dal Movimento Liturgico Benedettiano, che si propone di portare avanti la “via ambrosiana” al motu proprio Summorum Pontificum. A partire dalla settimana successiva, la messa antica sarà celebrata a Legnano, ogni domenica e festa di precetto sempre alle ore 17.30 (secondo l’edizione del Missale Ambrosianum del 1954 edito dal beato Schuster). Il celebrante sarà monsignor Attilio Cavalli Penitenziere emerito della chiesa cattedrale. La messa di Legnano si affianca a quella già da molti anni esistente in Milano, alla chiesa del Gentilino. Sappiamo che ci sono state resistenze verso il motu proprio. Questa notizia sta però a significare che se il documento papale non viene brandito come una rivincita-rivendicazione, e i fedeli attaccati all’antico rito si muovono nell’ottica della comunione ecclesiale, è possibile ottenere ciò che si chiede.

































